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Edema maculare cistoide

31 ottobre 2018 Di carmineciccarini

Per edema maculare cistoide si intende una rottura della barriera emato-retinica solitamente associata ad interventi di chirurgia oculare

L’edema maculare cistoide, noto anche come sindrome di Irvine-Gass è dovuto alla rottura della barriera emato-retinica in seguito ad interventi operatori di chirurgia oculare.

La sindrome si manifesta solitamente da 1 a 6 mesi dopo l’intervento di chirurgia oculare.

La prevalenza di questa complicanza varia a seconda degli interventi chirurgici; nella moderna chirurgia della cataratta si ha una percentuale dall’1 al 2%. Nella chirurgia vitreo-retinica la percentuale sfiora invece il 50% all’esame OCT. Inoltre col solo uso di olio di silicone, normalmente utilizzato nelle vitrectomie come tamponante, esiste un rischio del 20% che aumenta in relazione al tempo di utilizzo dell’olio stesso. (l’olio viene solitamente dopo 3 o 6 mesi).

Altre cause che aumentano il fattore di rischio sono il diabete, l’uveite posteriore, l’impianto di cristallini artificiali a fissazione iridea o nel solco e anche l’uso di colliri a base di prostaglandine utilizzati come farmaci anti glaucoma. Per questo in un soggetto con glaucoma sarebbe conveniente, in previsione di un intervento, abolire almeno temporaneamente questi tipi di collirio.

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Edema maculare cistoide post chirurgico con la presenza di loggette che circondano la zona foveale

 

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L’OCT documenta la presenza di cisti multiple che modificano il profilo retinico abolendo la fisiologica deflessione foveale

 

Sintomatologia

Il paziente riferisce riduzione visiva spesso cospicuo con deformazione delle immagini e delle linee.

Diagnosi

L’esame OCT permette di evidenziare chiaramente la presenza di edema maculare intra-retinico con distacco sieroso della retina e presenza di loggette cistiche. La florangiografia (FAG) evidenzia la rottura della barriera emato-retinica a livello maculare così come l’angiografia al verde di indocianina.

Tuttavia oggi on l’angio-OCT che non richiede dilatazione pupillare. né uso di coloranti endovenosi permette di visualizzare loggette iporiflettenti già nelle fasi iniziali.

L’evoluzione della sindrome, anche nelle forme persistenti è solitamente positiva nel 90% dei casi.

Terapia

Il trattamento dell’edema maculare post-operatorio viene inizialmente eseguito con colliri antinfiammatori non steroidei associati ad inibitori dell’anidrasi carbonica e colliri cortisonici. Se dopo alcune settimane di trattamento non si hanno miglioramenti significativi, si possono utilizzare iniezioni intra-vitreali con farmaci anti VEGF o cortisonici.

Nelle fasi iniziali talvolta sono utili iniezioni sottocongiuntivali o sottotenoniane con triamcinolone.

Il trattamento chirurgico è raro e solitamente lo si effettua nelle sindromi da trazione vitreo-maculare o dopo rottura della capsula del cristallino con frammenti della lente in camera vitrea.

 


Dr. Carmine Ciccarini

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